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DUCATI Diavel… ad un “Passo” dal Cielo

Ancor più oggi mi spavento quando ripenso a quanta poca praticità avessi il 7 agosto 2015 quando, col mio Transalp Rally Touring 600 V, classe 1996, mi avventurai in una sola giornata sul Passo del Gavia e su quello dello Stelvio! Altezze importanti per gli amanti della montagna: oltre 2.600 metri il primo, oltre 2.700 il secondo. Quote di tutto rispetto che richiedono preparazione e prudenza in chi ci arrivi a piedi, con testa e zaino sulle spalle. Difatti la decisione di tentare il colpaccio, da solo e in moto, la presi dopo due notti di ripensamenti… Fu in quell’occasione che, al Passo dello Stelvio – ad un passo dal Cielo, conobbi Claudio.

DUCATI DIAVEL
L’autore Marco Gambardella, a sinistra, con Claudio

Ducati Diavel. Per caso, avevamo affiancato le nostre moto nel parcheggio che si affaccia sulla vallata Trentina, dove si snoda un serpentone d’asfalto che toglie il fiato quanto la vista delle montagne dalle cime poco innevate che si presentavano davanti ai nostri occhi, in quella giornata di sole. Uomo e Creatore, ognuno con le proprie opere, uno affianco all’Altro, uno immerso nell’Altro… che spettacolo!

DUCATI DIAVEL

Vuoi che avessi appena finito un’impresa per me epica (benché, ignaro, fossi ancora solo a metà dell’opera: arriverò a Livigno, ripassando da Bormio per salire poi il ripido e contorto Mortirolo, sbucare alla dolce Aprica e rientrare a Borno in serata. Ricordo: 436 Km totali! Che botta, per uno inesperto come me!!); vuoi che fossi già ubriaco per quella mareamaccheddico!, per quelle montagne di curve inanellate sino lassù; vuoi che tra motociclisti (e se si è persone sensate, educate e positive!) è facile se non doveroso attaccare bottone … fatto sta che abbozzai quasi subito qualche frase con ‘sto signore, giunto in cima con una Honda nera, di quelle stradali sportive, bassa e carenata, un “mille”. Ai tempi mi intendevo quasi nulla di moto ma, sinceramente, poco importano le cose quando incontri una persona.

ducati diavel

Sai – mi dice ad un certo punto – l’anno prossimo vorrei fare un bel giro in moto: Francia, Spagna e Portogallo. – Davvero? Che bello! – Sì, vorrei andare a Lourdes, poi a Santiago di Compostella e infine a Fatima! Ma mica per pregare, ehh?! (e ride un po’…) – E vabbé, dài! Almeno un’Ave Maria! Non fa mica male! Fammi sapere, che mi vorrei comprare una moto nuova e mi piacerebbe tantissimo venire.

Anch’io vorrei cambiare la mia! Vorrei prendere la Ducati Diavel, ma non quella con il sellino singolo: vorrei comprare quella con la sella doppia per portare anche mia moglie. – Al nome di quella moto, mi sono impressionato: primo perché avevo seguito la nascita di quel bolide estremo, che mi spaventava tanto nella potenza, quanto nelle linee, per non dire… nel nome!! Eh già! Da anni evito anche solo di citare il cornuto. Che volete? Ognuno ha le sue esperienze.

Davvero? – abbozzo – Sì, addirittura lei vuole regalarmene metà! – Ah ah! (Rido io) Ma vuole regalarti la metà davanti, dove sei seduto tu, o vuole comprarsi la metà di dietro, dove è seduta lei? Ah ah ah!!”

Quanto saranno stati? Dieci minuti? Un quarto d’ora?… Lo scambio dei nomi e dei numeri di telefono (per me è rimasto sino a poco fa: “Claudio – Stelvio”, mentre io per lui sono stato in questi anni “Marco – Stelvio – Transalp”: nomi in codice che ai bikers rievocano sentimenti ed emozioni chiari e precisi)… e via, col rimando a quel appuntamento fissato nella mente e nel cuore.

Ecco, chi è stato “Claudio – Stelvio” per me, sino a qualche giorno fa. Un uomo robustello, per non dire rotondetto, sicuramente più piccolo di me, dalla voce forte e decisa, un motociclista capace e sicuro. Questo il ricordo di lui.

ducati diavel

Siamo rimasti in contatto tutto questo tempo solo grazie a Whattsapp, che se è vero che ha rovinato e rovina tante persone, usato bene, ne tiene comunque unite positivamente molte altre. Poi, si sa com’è: molte volte, nella vita, un problema tira l’altro, una faccenda rallenta l’altra, una cosa si sovrappone all’altra… e il giro non si è più fatto, né ci siamo più rivisti. Ma il contatto è rimasto, grazie al telefono e… al Social che inizia per “W”! Ci siamo così sentiti qualche volta, mandandoci qualche foto dei nostri giri quando capitava o gli auguri per le festività…

Sinchè, il 1° novembre scorso, gli mando una locandina di “succulenti” viaggi in moto organizzati dal gruppo Ride & Co. di Parma. Sapendo che “Claudio – Stelvio” è un appassionato e forte viaggiatore, penso potrebbe volentieri prendere parte a qualcuno di questi raid spettacolari.

Marco, ciao! Grazie mille per l’invito, ma preferisco parlarti a voce anziché risponderti con due righe di messaggio. – Ok Claudio, grazie… Senti? Posso venire a trovarti? – Certo, che sorpresa! Ti aspetto volentieri per pranzo a casa mia, così finalmente conosci anche mia moglie. Cucino io! Polenta concia e funghi porcini – Ostrega, che bontà!”.

Mi colpisce immediatamente e profondamente questa sua sensibilità nei miei confronti, e penso subito a quanta fiducia ci si possa accordare nel mondo dei motociclisti (ma non solo), senza neanche essersi mai frequentati. E penso subito a quanta potenza di amicizia possa esserci in pochi minuti di scambio denso e concentrato… Più fiducia di un gommone da 240 piantato a terra nel posteriore, più potenza dei 160 Cv che sprigiona un mastodontico motore da 1200 cm3 targato Ducati e paurosamente chiamato: Diavel !

È così che rinserro un legame con una persona straordinaria e che… quasi neanche riconosco! Alla faccia che coi “nomi in codice” si fissano meglio momenti ed emozioni! Ma che cavolo ricordavo?! Forse ero un po’ sballato dal poco ossigeno del Passo dello Stelvio… ma ‘sto Claudio è un omone grande e… beh, oggi non più tanto grosso, però è alto addirittura più di me che già sfioro il metro e novanta! E la moglie? Non che mi fossi mai fatto nessuna idea ma, con gran piacere, noto che di certo non è una dark lady tutta tatuaggi demoni e… diavels (!!). Anzi: è una signora distinta ed elegante, dal viso sorprendentemente dolce: quella bellezza che, al contrario, incarnano gli Angeli più belli, sereni e trasparenti del Cielo!

Una bella coppia, insomma, che rincuora trovare di questi tempi, e commuove conoscere in questo ‘loro’ tempo! E mi accolgono come amico di lunga data, benché per loro sia sempre rimasto soltanto ‘quel motociclista incontrato per caso in pochi minuti al Passo dello Stelvio’.

E così parliamo e ci conosciamo meglio. Claudio mi racconta dei suoi giri più belli, come le puntate in Corsica, partendo in nave al venerdì sera e reimbarcandosi l’indomani sera [da fare, ndr!]. Ma anche nella Foresta Nera o sul Grossglockner, nelle nostre Alpi e in quelle Francesi, come il Col de la Bonette fatto da pochissimo… o le gole del Verdon: i racconti si susseguono, senza dimenticare quel daino che, mentre viaggiava spedito, con un balzo, addirittura lo “saltò”, come vide e gli disse, ridendo, l’amico che lo seguiva a ruota!

L’attenzione è però concentrata su un album fotografico stampato appositamente e che racconta del suo viaggio in America nel 2014, con partenza e rientro su San Francisco e la visita ai più noti e spettacolari Parchi naturalistici americani. È ancora così entusiasta che gli occhi gli si accendono di fiamme vive, come quelle uscite dagli scarichi della Honda Gold Wing noleggiata per l’occasione e guidata spesso dentro atmosfere e temperature dai 40° in su…

E della tua moto, la Ducati Diavel, che mi racconti? Sei soddisfatto? – Altroché! Ducati Diavel Carbon 2016… se devo dire ‘soddisfatto’ dico poco! Io sono molto soddisfatto della moto, anche perché non sono uno che guarda i consumi, benché poi nella Ducati Diavel non siano così alti come si potrebbe credere: ad andatura turistica, ogni tanto aprendo anche più del dovuto, faccio i 18-19 con un litro, per un’autonomia di 300 km! Certo, sempre che non la usi in pista, in modalità Sport e acceleratore aperto… o mi metta a fare la Val Trebbia a tappo, buttandomi a destra e sinistra col ginocchio per terra, le ruote che fischiano e i tromboncini degli scarichi che fanno un rumore pazzesco…!!!

Ma tu riesci a guidare in quel modo?? – Eh… sì, con la Ducati Diavel riesco a piegare e consumare la gomma fino al limite di scavallo, cioè riesco a mettere la moto a 40° di inclinazione. E questa moto, malgrado quanto si dice per via del gommone enorme posteriore, in realtà si presta benissimo perché proprio quel gommone così largo ti aiuta a fare le curve e a stabilizzare la moto! A me è successo una volta: sono arrivato in curva troppo forte! Oddio Oddio Oddio… ho inchiodato… ma tra ABS e controllo di trazione, nonostante la moto di traverso, sono uscito dalla curva con ‘nonchalance’… e son scappato via!

Certo che ci vuole un bel pelo, oltre che una buona capacità… – Sai, quando guido, così come nella vita, cerco sempre il limite, per superare e migliorare me stesso. Allora ho deciso di prendere questa moto, la Ducati Diavel, che è potenza concentrata! Ci vado benissimo. Certo, la Ducati Diavel non è tanto pratica nelle curve strette, ma questo viene compensato dal Testastretta Ducati, un motore incredibile che conosciamo tutti: e come imbocchi alcune strade ideali, nel misto veloce, come ce n’è in Austria per es., è puro divertimento, apro il gas a manetta e scarico tutta la potenza a terra. Tiri su davvero l’asfalto, con questo bolide!

Già, penso! Come dice il nome, Ducati Diavel, questa moto ha una potenza diabolica! Come diabolica è la potenza di quel cornuto che sul più bello ti viene a rompere i cabasisi (per dirla alla Camilleri, siculo!), o a sfrugugliare il pasticciotto (per dirla con mio Nonno Nicola, salernitano!).

Ok, lasciamo stare per forza di cose il programma che ti ho spedito, ma guarda che dobbiamo ancora fare quel nostro viaggio a Lourdes, Compostela e Fatima! – Certo! Non mi lascio mica abbattere, io sto lottando con tutte le forze, e la voglia di tornare in sella è tantissima!

Ci lasciamo scendendo tutti e due in garage, io a riprendere la mia Honda NC750X bianca che finalmente posso presentargli, lui per smuovere la sua Ducati Diavel Carbon 2016, rigorosamente nera!. Per un attimo accende la sua belva, anzi, quel diavolo della sua Diavel. Vacca boia! Wramm, wrammmmm, wraaaaaaammmmmm!! “Cazzo!! Ma che ti dicono i vicini??!” Un suono assordante, un grido viscerale pieno e acuto al tempo stesso, un urlo davvero infernale si sprigiona da quel mostro!! Ma non è una Ducati Monster, no, l’ho detto! Peggio, è molto di più … è una Ducati Diavel!! Al suo cospetto tremi e scompisci fino alle midolla!!!

Claudio con poca fatica, nonostante la chemio, ma con la forza e determinazione di chi vuole contrastare la chemio, sposta la sua bella, che tiene prudentemente protetta con quattro tra lucchetti e catene! Ci credo: con quello che oltretutto costa…

Dai Claudio, la Madonna ci attende là, ad un passo dal Cielo! Vedrai che ce la faremo a fare quel giro, …porco Diavel !!!

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