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CO2: UNA GRANDE FONTE DI INQUINAMENTO

Il principale gas responsabile del riscaldamento del pianeta Terra (effetto serra) è l’anidride carbonica (CO2), un gas inodore e incolore di cui non avvertiamo la presenza, ma da cui dipende il futuro delle prossime generazioni

Milano, dal sito lautomobile.aci.it

 

Nel corso dell’ultimo secolo, la CO2 si è accumulata nell’atmosfera in misura tale da poter innescare una serie di meccanismi indiretti capaci prima di fondere tutti i ghiacci, poi di prosciugare gli oceani per l’aumento dell’evaporazione dell’acqua del mare, quindi di disperdere il vapore acqueo nello spazio. “Un effetto permanente, come è successo per il pianeta Venere che ha una temperatura di 450°C causata da un gigantesco effetto serra” ha dichiarato il Dr. James E. Hansen, già direttore del NASA Goddard Institute for Space Studies.

Imputabili dell’attivazione di questi processi sono i sistemi economici che hanno scelto la combustione fossile come cardine della produttività e del benessere, in particolare per alimentare i motori, dai veicoli, alle navi, agli aerei.

I carburanti che alimentano i motori (benzina, gasolio, gas naturale) producono CO2.

L’emissione di CO2 dipende dal tipo di alimentazione del veicolo, dal consumo di carburante che a sua volta dipende da cilindrata, massa e potenza del veicolo; in altre parole, più un veicolo ha cilindrata, peso, volume e potenza maggiore, più consuma, più emette anidride carbonica quindi più è nocivo all’ambiente.

Minore cilindrata, peso, volume e potenza, meno emissioni di anidride carbonica

 

Facciamo qualche calcolo.

La combustione di 1 litro di benzina, miscela di idrocarburi leggeri (esano C6H14, eptano C7H16, ottano C8H18, ecc), produce 2,37 chilogrammi di CO2. La combustione di 1 litro di gasolio, utilizzato per l’alimentazione dei motori a combustione interna ad accensione spontanea (motori diesel), costituito da due idrocarburi, il normal-esadecano (C16H34) e il pentaetilbenzene (C16H26), produce 2,65 chilogrammi di CO2. La combustione di 1 litro di gas naturale, miscela composta prevalentemente metano (CH4) e in minore quantità da etano, propano, e idrocarburi superiori, produce 1,83 chilogrammi di CO2.

A parità di energia prodotta, il gas naturale produce meno anidride carbonica (mediamente dal 25 al 40%) rispetto alla benzina e al gasolio.

Ogni veicolo riporta sulla propria scheda tecnica la quantità di emissione di CO2 espressa generalmente in grammi per ogni chilometro di percorso. Da questo dato si può calcolare la quantità di anidride carbonica che il veicolo immette nell’aria. Ad esempio, un‘auto che emette 180 grammi/chilometro di CO2 e percorre 10.000 chilometri in un anno, ne immette nell’aria 1800 chilogrammi; uno scooter che emette 72 grammi/chilometro di CO2 e circola in città per 5.000 chilometri in un anno, ne produce 360 chilogrammi.

Se si considera che un albero assorbe, in media in un anno, 10 chilogrammi di CO2, per compensare l’inquinamento di un’auto occorrono 180 alberi, ne occorrono 36 per un scooter.

Questi semplici calcoli spiegano perché i veicoli a due ruote a motore producono una minore quantità di anidride carbonica rispetto alle auto e quindi perché è preferibili utilizzarli invece delle auto.

A Genova lo scooter è uno dei veicoli a due ruote maggiormente utilizzato

Pensiamo alla salute del pianeta invece di cambiare continuamente auto o addirittura di acquistare Suv come ci propongono le pubblicità e le lobby automobilistiche (i Suv consumano più di un’auto normale e quindi inquinano di più) o quando utilizziamo gli smartphone come fossero dispositivi usa e getta, senza considerare che i server o i data center che conservano le nostre mail o le nostre foto sono una grande fonte di inquinamento per il pianeta Terra. Inviare una mail o un messaggio whatsapp di 1 megabyte emette circa 19 grammi di CO2, 8 email emettono tanta anidride carbonica quanto quella prodotta da un’auto che percorre 1 chilometro, a dimostrazione che l’utilizzo di energia elettrica implica la produzione di emissioni di CO2.

A buon intenditore poche parole…

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