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CBR600RR analisi di un esperimento di marketing

CBR600RR

Arriverà solo per i mercati asiatici la CBR600RR, una scelta che nasconde un piano di marketing a basso impatto economico per la prima casa mondiale di motociclette

CBR600RR

Lo sappiamo tutti: nonostante il crollo della categoria Supersport, Honda ha clamorosamente deciso di rilanciare l’iconica CBR600RR, la cui produzione era stata interrotta nel 2018.

CBR600RR. Cosa ha spinto la casa motociclistica più importante al mondo, ma anche una delle più tradizionaliste, a questo strano dietrofront?

Per capirlo basta sapere che la nuova moto sarà disponibile solo in Giappone ed alcuni mercati asiatici. Come tutti nel settore, anche la bussola degli uomini di Tokyo punta sul mercato APAC (Asia – Pacifico), dove si vendono decine di milioni di moto all’anno, ma quasi tutte motorizzate con cilindrate da gruppo elettrogeno. Alle case farebbe ovviamente piacere orientare parte di questo pubblico immenso, verso modelli più grandi e costosi. Creare un settore di mercato da zero, però è un’operazione delicata e per non bruciarsi, servirebbe una moto prestigiosa, con un bagaglio tecnico di alto livello, ma ferma ad una cilindrata rassicurante. Un identikit perfetto per la CBR600RR, che Honda ha scelto come candidata ideale.

Già dalle prime foto si capiva che questa CBR 2021 doveva molto alla 2018, visto che motore, telaio e sospensioni erano praticamente gli stessi. Con l’arrivo dei comunicati ufficiali, poi abbiamo visto che anche sulla carta le differenze erano minime, anzi sembrava addirittura che il lavoro dei tecnici giapponesi fosse stato peggiorativo. Dai dati, infatti la nuova moto ha 121 CV a 14.000 giri e 64 Nm a 11.500, mentre la vecchia aveva 120 cv a 13.500 giri e 66 Nm a 11.250. Molto simile anche il peso: 194 kg la 2020, contro 196 della 2018 in versione ABS.

Per sfondare però, Honda si è concentrata su altri aspetti, sopratutto la dotazione elettronica, il più potente argomento commerciale degli ultimi anni.

La 600 quindi riceve dalla Fireblade, ride by wire, piattaforma inerziale, controllo di trazione e di impennata, riding mode, mappature, quick shift, gestione del freno motore e display TFT multifunzione, oltre a delle intriganti alette ai lati della nuova carenatura, la cui analisi lasciamo al nostro Andrea Moretti. La moto ora sembra davvero una top di gamma, ma più “easy” delle stratosferiche “millone”. Una fantasia davvero realizzabile per milioni di motociclisti asiatici, ma sopratutto un astuto esperimento commerciale della Honda, per vedere se sia possibile piazzare una media cilindrata occidentale nel mercato asiatico, presentandola come modello premium, senza investire cifre stratosferiche.

CBR600RR. Questa operazione è la punta dell’iceberg di un settore a caccia di nuovi sbocchi, ma drammaticamente a corto di idee.

Il mercato globale del motociclismo, è davanti ad un bivio tra due vicoli ciechi: da una parte i ricchi occidentali, che chiedono contenuti premium, ma comprano sempre meno. Dall’altra le distese di potenziali clienti asiatici e sudamericani, che comprano tantissimo, ma non muovono i capitali necessari a finanziare lo sviluppo di modelli e tecnologie innovative. Restare fermi con lo sviluppo, d’altra parte, significherebbe per i giapponesi e gli europei, perdere il loro status di innovatori e rischiare di fare la fine della Nokia.

La CBR600RR quindi è un drone, mandato a vedere se esiste una nicchia di mercato, abitata da motociclisti asiatici a caccia di innovazione e disposti a spendere per averla. Se anche ci fossero, però, Honda anzitutto non ha fatto i conti con la viabilità orientale, troppo arretrata per le moto sportive, che infatti praticamente non esistono nei listini locali. In secondo luogo la legislazione di alcuni stati, tra cui la Cina, non ammette moto sulle strade a scorrimento veloce.

Noi temiamo che Tokyio abbia sopravvalutato i Big Data, i flussi di dati, che possono essere studiati per fiutare gli interessi del pubblico.

Per capirci, se un milione di persone cerca online moto sportive, per gli analisti, le moto sportive sono la nuova tendenza. Per noi invece no, altrimenti compreremmo più Ferrari che Fiat e sposeremmo solo fotomodelle russe con la quarta di reggiseno. Honda però si muove sempre con i piedi di piombo ed invece di investire su un modello del tutto nuovo, ha preferito ammodernare per pochi yen la collaudata CBR600RR. Se poi le cose dovessero andare bene, pioveranno dal cielo tanti di quei soldi, da progettare una intera gamma di veicoli, magari adatti anche all’Europa.

CBR600RR

 

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