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UN CAFFÈ AL BAR PIÙ AL SUD D’ITALIA

bar

Pinella Giuffrida, la biker sulla rossa, ci invita, per l’ultimo dell’anno, a raggiungere il bar Plaza del Sol (36.686222, 15.137481) che si trova a Portopalo di Capo Passero, di fronte all’omonima isola, a 60 km a sud di Siracusa e, in linea d’aria, a 50 Km a sud di Tunisi, attraverso un percorso che svela alcuni dei segreti del mar mediterraneo che bagna le coste della provincia più a Sud d’Italia.

 

Cielo terso, 18 gradi, nel bauletto della mia BMW GS 1200 soltanto lo zainetto con il minimo indispensabile per star fuori mezza giornata. L’ultima meta del 2018 è proprio il Bar Plaza del Sol, il bar più a sud d’Italia, per gustare in tutta calma un caffè sul mare, facendo tappa, però, anche nei miei luoghi del cuore a sud di Siracusa.

La mia moto corre spedita di prima mattina sulla statale 115 che da Siracusa va in direzione Noto. Alla rotonda del Faro Carrozzieri, a soli 5 km dalla città, giro a destra sulla SP104 per godermi lo spettacolo del mare, cristallino e trasparente di Ognina e di Fontane Bianche. Riprendo la SS 115 che mi porta al Lido di Avola e a quello di Noto: distese di sabbia chiara, lidi attrezzati e bar ancora chiusi sonnecchiano sul lungomare nell’ultima domenica di dicembre. Qualcuno è già sdraiato in spiaggia, prende il sole tranquillamente: su quest’isola l’inverno stenta sempre ad arrivare davvero. Proseguo sulla SP 19 costeggiando la riserva naturale orientata oasi faunistica di Vendicari: ha molti accessi, quasi tutti dotati di parcheggio, ma proseguo fino all’incrocio con la contrada San Lorenzo, il mio accesso “segreto” è quello che più mi piace, perché, a differenza degli altri, non ho bisogno di percorrere chilometri a piedi prima di entrare nella riserva faunistica. Svolto a destra, in contrada San Lorenzo e proseguo fino all’omonimo lido, poi svolto ancora a destra. Percorro questa lingua d’asfalto in campagna e conto ad una ad una tutte e nove le traverse alla mia destra nei mille metri che mi separano dalla nona strada, l’ultima.

La Nona Strada

La imbocco e la percorro giù dritta fino al mare, cercando di puntare i piedi sulle pedane ogni volta che incontro un dosso artificiale. In inverno il grande parcheggio sul mare è deserto e chiuso. Fermo la moto proprio alla fine della strada ed accedo a piedi alla spiaggia.

 

Percorro il viottolo segnato tra le rocce e le margherite che spuntano tra l’erba fino al capanno di accesso alla riserva: entro nell’oasi di Vendicari dalla parte sud, per godermi un panorama unico:

La spiaggia della Riserva Vendicari

la lunghissima spiaggia della riserva orientata è a i miei piedi, deserta e affascinante nella sua selvaggia bellezza.

l’acqua cristallina delle spiaggette a sud della riserva

Torno sui miei passi… guanti, casco, inforco la mia moto e riparto, in direzione Marzamemi.

18° all’ultimo dell’anno

L’antico borgo marinaro della metà del settecento ancora sonnecchia, sovrastato dalla sua tonnara del 1700, una tra le più importanti della Sicilia.

L’interno della Tonnara

I varchi ZTL sono aperti fino alle 11:00: posso tranquillamente percorrere tutto il viale principale fino al piccolo porticciolo dove le barche dei pescatori dondolano sull’acqua.

 

Girare a piedi nel piccolissimo borgo, un gioiello voluto dal Principe di Villadorata nel 1630, ha un fascino tutto particolare quando tutti ancora dormono. I bar che si animano fino a tarda notte sono ancora chiusi, il silenzio sembra quasi avvolgere le pietre delle case. Nella grande piazza delimitata dalle casette dei pescatori, cuore del borgo, si staglia, contro il sole, la chiesa antica, dedicata a San Francesco, che sembra scrutare di soppiatto il palazzo del principe di Villadorata.

La chiesetta di San Francesco nel borgo di Marzamemi

Le casette dei pescatori oggi ospitano bar e ristoranti, ma conservano le strutture di un tempo, fatte di pietra e legno marino.

Riprendo la moto: è arrivato il momento di muovermi ancora più a sud, in direzione Portopalo, per il mio caffè.
La strada si srotola lungo la costa, alta e rocciosa, interrotta da curve e discese verso spiagge deserte. In alcuni tratti la sabbia diventa pervasiva, le dune – alte anche due metri – scendono dolcemente sulla strada disegnando, strani ghirigori di sabbia sull’asfalto.

Non entro a Portopalo, scendo subito a destra, verso Castello Tafuri, costeggiando il mare e parcheggio la mia moto in Piazza dei due mari,

Piazza dei due Mari a Portopalo

proprio di fronte all’Isola di Capo Passero, per raggiungere il bar Plaza del Sol.

Il bar Plaza del sol

Anche questa piazza è deserta, due barche di legno dipinte di verde fanno da vedetta ai “due mari” è qui che si incontrano il Mar Jonio e il Mar Tirreno, creando delle correnti fortissime che ti spingono subito al largo se non sei un bravo nuotatore. L’isola di Capo Passero, altrimenti conosciuta come Isola delle correnti, è lì, tranquilla, come a sorvegliare l’incontro dei due mari.

Isola delle correnti

 

Il caffè a 50 km a Sud di Tunisi

Il sole è caldo e nell’aria si sente il profumo del mare. Bere il mio caffè in riva al mare,  a 50 km a sud di Tunisi, mi dà gioia: era ciò che desideravo per salutare il 2018!

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