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BMW Motorrad, perché la casa dell’elica non decolla nello sport?

BMW Motorrad ha fatto molto nelle competizioni in epoche ormai remote. Gli ultimi grandi successi sono ai rally africani negli anni Ottanta. Da qualche anno, quando hanno proposto il 4 cilindri in linea, ci riprova, senza convinzione ne risultati nei mondiali velocità.

Una Casa di questo calibro se non riesce a primeggiare vuol dire che ha gravi problemi.

Noi di www.motospia.it , solo per capire e farvi capire, proviamo ad analizzare la situazione a 360 gradi

Il colosso industriale BMW ha le corse nel suo DNA: negli anni ha vinto gare su strada sia auto che moto e off road: nessuno può dimenticare che il successo commerciale delle GS di oggi lo deve alle vittorie nelle Dakar degli anni Ottanta.

BMW Motorrad
Quando BMW Motorrad dominava le Dakar Africane

Cominciò tutto nel 2008, sulla spinta dell’allora responsabile BMW Motorrad Italia Andrea Buzzoni che ne diventò in poco tempo il responsabile per conto di Casa Madre. BMW allora presentò la sua sportiva, di chiara ispirazione giapponese, S1000RR, 4 cilindri in linea. Nel 2009 si impegnò al massimo nel mondiale Superbike con piloti di prim’ordine quali erano Corser e Xaus, senza raccogliere risultati.

BMW Motorrad
Ruben Xaus, idolo delle donne non ha raccolto risultati nell’esperienza ufficiale di BMW Motorrad nel SBK Championship

Ci ha provato ancora l’anno successivo ingaggiando Marco Melandri che solo nel 2012 nelle derivate di serie, colse il terzo posto. Oggi, stanca di avere delusioni, BMW corre il mondiale SBK con un team cliente: la Althea Racing di Genesio Bevilacqua, il quale impegna le sue S1000RR sia nel mondiale Superbike che nel mondiale Superstock.

Le classifiche 2017 sono una amara conferma del fatto che la moto utilizzata non sia all’altezza del marchio: infatti in SBK la BMW sta puntando a un pallido nono posto (col pilota Torres), mentre nella Superstock è quinta.

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La BMW S1000RR in configurazione 2017, guidata da Reiterberger, il quale ha deciso di ritirarsi prima della gara di Misano Adriatico

Stranamente” nelle road race la superbike tedesca va davvero molto bene: al senior TT 2017 Peter Hickman ha concluso la gara in seconda posizione, mentre il team Penz13 ha piazzato ben tre moto nelle prime tre posizioni a Imatra (circuito stradale finlandese) e lo stesso Hickman ha vinto le edizione 2015 e 2016 del Macau Motorcycle Grand Prix, la gara che si corre tra i grattacieli della ex colonia portoghese.

La domanda sorge spontanea: cosa manca alla S1000RR per essere una moto competitiva anche in SBK e tornare ad essere una moto vincente in Superstock?

Guardando i freddi risultati, si potrebbe dire che la moto tedesca abbia delle caratteristiche (telaio, geometrie, distribuzione dei pesi) che la rendono più adatta alle corse da strada, dove però la moto conta meno rispetto alla pista e i piloti fanno ancora una grandissima differenza. Non mettiamo in dubbio le performance della BMW S1000RR, ma a quanto pare solo in strada è un mezzo molto buono.

Nel mondiale Superstock la moto è sempre nelle posizioni che contano, a conferma delle sue qualità e delle sue prestazioni; probabilmente, ciò che manca è un pilota in grado di stare nelle primissime posizioni.

Nella categoria Superbike la questione è ben più articolata. In questa categoria le possibilità di mettere mano a motori ed elettronica è molto più ampia, e le case ufficiali presenti direttamente investono risorse molto importanti per ottenere un mezzo davvero veloce: la vetrina della SBK per rendere più appetibile agli occhi del pubblico la propria gamma e vendere più moto nude o carenate che siano.

Tra le derivate di serie Kawasaki la fa da padrona, seguita da Ducati; entrambe case coinvolte in prima persona. BMW Motorrad è presente solo con la struttura del generoso Genesio Bevilacqua, in forma tutt’altro che ufficiale. I piloti del team Althea non sono dei top rider, ma sono dei buoni piloti che sanno portare al limite la moto. La mancanza di un impegno in forma ufficiale da parte della casa bavarese è un altro fattore da tenere in considerazione: riescono a competere solo con le Yamaha.

Un’altra prova che dà ragione alla BMW è la dichiarazione di Genesio Bevilacqua, il quale ha dichiarato in una intervista senza peli sulla lingua che “Il problema più grave per i Team è dipendere dalle case. La Superbike deve essere affidata  all’autorità dei Team e non a quella dei Costruttori. Le Case a loro volta possono sostenere i Team virtuosi facendo un lavoro di co-affiancamento di marketing e promozione del prodotto di serie, favoriti dal regolamento più in versione Superstock. Fino ad oggi i sostenitori di una Superbike così tecnologica  sono stati gli ingegneri ed i dirigenti che girano il mondo in business o prima classe, alberghi a 5 stelle e tutte le facilitazioni possibili. Questi sì che sostengono un regolamento ambiguo dove è necessaria la loro presenza,  a mio avviso inutile. Io sostengo la causa per la loro cancellazione con il nuovo regolamento.”

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Genesio Bevilacqua, sul podio di Imola nel 2010 con Checa.

La grande superiorità che Kawasaki e Ducati hanno dimostrato finora nel mondiale Superbike, dove stanno monopolizzando le prime cinque posizioni in griglia (la Ducati clienti del team Barni va forte quasi quanto quelle ufficiali), confermano la tesi: se BMW Motorrad si impegnasse a titolo ufficiale in una categoria che, commercialmente, dà ottimi risultati, le moto pretendenti alla vittoria potrebbero essere anche sette.

La presentazione e la prossima commercializzazione della HP4 Race ci auguriamo non sia un episodio fine a se stesso: una casa di prestigio non si impegna a sviluppare un mezzo da 80000 (ottantamila) euro per far felici pochi clienti molto facoltosi, ma vogliamo leggerla come un primo tassello per la prossima astronave a due ruote a marchio BMW Motorrad che oggi è in una fase di attesa e, presto o tardi, ci auguriamo vorrà e saprà essere di nuovo davanti. Diciamo vorrà, perchè per vincere bisogna impegnare risorse, non basta fornire le moto…

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La nuova HP4 race: moto per veloci nababbi oppure nuova SBK per vincere nel mondiale?

Nei prossimi anni ci saranno importanti cambiamenti del regolamento tecnico, dove le moto con ogni probabilità monteranno motori superstock. Si parla anche di elettronica uguale per tutti come già succede oggi nella BSB, la superbike inglese, dove la S1000RR va molto bene.

Noi di Motospia diciamo che i continui cambi di regolamento non fanno bene alle competizioni, i costi per aggiornare i mezzi sono molto importanti e vorremmo vedere anche nelle SBK più marchi impegnati per vincere, non solo BMW Motorrad ma anche Honda, il leader mondiale del settore che però ci risulta si stia disimpegnando dalle competizioni, non solo dalla Formula Uno auto ma anche dalla SBK a giudicare dai risultati

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