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Bmw C400GT, prime impressioni

Il BMW C400GT recupera quello che meno convinceva del fratello che lo ha anticipato, il C400X.

Lì la casa bavarese aveva optato per mantenere il family feeling con la gamma GS, integrando nello scudo un faro che ha un suo perché ed una sua storia, ma che poco c’entra con il mezzo su cui era stato montato.
Storia completamente diversa per la versione GT: si fa notare da subito anche solo da parcheggiato. Non solo tra gli altri scooter, ma anche tra le vere e proprie moto. Quel suo faro anteriore composto da quattro proiettori oltre a renderlo caratteristico nel panorama degli scooter disponibili sul mercato, lo rende anche decisamente cattivo. La versione in prova comprende l’optional delle luci diurne a LED. Questo significa che insieme ai caratteristici “angel eyes” mutuati dalle vetture della stessa casa, sempre accesi, tanto le luci anabbaglianti quanto le abbaglianti garantiscono luce bianca e massima luminosità in qualsiasi condizione.
Interessante la funzione della gestione automatica dei fari, segnalata da una spia verde specifica sul quadro.

Le feature del C400GT sono veramente molte: è necessario un piccolo briefing prima di salire in sella, altrimenti non potremmo godere appieno delle sue caratteristiche tecniche e tecnologiche.

La prima cosa che notiamo all’atto di salire in sella è la chiave keyless di serie: ci sono i pulsanti che servono ad inserire l’antifurto optional, mentre tutte le funzioni (accensioni, spegnimento, blocco manubrio, apertura del bocchettone per il rifornimento) sono automatizzate e si eseguono semplicemente tenendo la chiave in tasca, come già accade per il resto della gamma BMW dotato di tale optional. Siete sbadati? Nessun problema: il sistema segnala chiaramente che state utilizzando il veicolo senza chiave in modo che non possiate spegnerlo e rimanere a piedi, sia nel caso la perdeste per strada che qualora doveste appoggiarla da qualche parte e ripartire. E nel caso di dimenticanza del veicolo a quadro acceso? I tecnici BMW hanno pensato anche a quel caso: dopo pochi secondi senza chiave nei paraggi lo scooter si spegne.
Grande cura è stata posta da BMW nella realizzazione degli scomparti portaoggetti: ce ne sono due a portata di mano nel retro dello scudo, entrambi dotati di pulsante di sblocco che consente l’apertura solo a quadro acceso. In entrambi è possibile stivare lo smartphone ed altri piccoli oggetti. In quello di destra è presente la classica presa accessori DIN. Questo significa che per utilizzare apparecchi dotati di spina accendisigari classica è necessario un adattatore, come sul resto della gamma BMW. Risulta strano, vista la destinazione del mezzo, che non sia stata prevista una presa usb, decisamente più immediata. Anche questa “carenza” si risolve in un attimo con un adattatore diretto DIN-USB.
Il vano sottosella è un altro dei punti chiave del BMW C400GT. Decisamente curato, soffre però delle decisioni prese dall’ufficio design. Il vano è piccolo, basso ed irregolare, e anche se gli ingegneri hanno cercato di porvi rimedio rimane poco pratico. Al suo interno è stato ricavato un doppio vano la cui altezza limitata non consentirebbe di inserire caschi integrali (ma nemmeno modulari semichiusi, possibilità offerta da alcuni modelli della concorrenza). Ci si deve accontentare di posizionare un JET nella parte anteriore del sottosella, mentre per stivare un casco a tutta faccia bisogna sganciare il dispositivo flexcase che fa scendere il “pavimento” del vano quasi fino alla ruota posteriore, regalando i cm necessari per contenere il dispositivo di sicurezza. Si tratta in realtà di un compromesso, perché è vero che così è possibile posizionare il casco nel sottosella, ma è altresì vero che andare a fare la spesa col BMW C400GT è veramente un problema. Nessun timore di dimenticare il flexcase aperto: in caso di mancato riposizionamento il motore non si avvia ed il computer di bordo riporta un messaggio di errore. Il vano si completa di una luce laterale a metà vano, ovviamente a led.

Optional

Gli optional dedicati a questo modello sono pochi rispetto a come ci ha viziati BMW, ma solo perché lo scooter nasce già completo nella versione “base”. In realtà andando ad attingere dalla lista optional si possono aggiungere:
Colore con sovrapprezzo, il Moonwalk Grey Metallic (€ 50). Bianco e nero non prevedono sovrapprezzo;
Il monitor TFT da 6.5″, utilissimo e ricco di informazioni (€ 650);
Il bauletto, disponibile in due versioni (29 / 30 litri);
Piastra portapacchi;
Manopole e selle riscaldate, acquistabili solo insieme nel pacchetto comfort ad € 420;
Le luci diurne a LED, come anticipato, ad € 110;
Parabrezza ad alta visibilità;
Mantello scooter;
L’antifurto, ad € 250;
ABS e controllo di trazione sono di serie, come da ottima abitudine di BMW.
Non è ancora disponibile il sistema di scarico by Akrapovic, forse per la giovane età del modello. In ogni caso ce lo aspettiamo a breve come sul resto della gamma.

Prezzo

Un C400GT configurato come quello che vedete nelle foto viene a costare 9430 euro (full ad esclusione di bauletto, piastra e parabrezza maggiorato) al posto dei 7950 di partenza.
Una volta alla scrivania del venditore il prezzo di acquisto effettivo comprensivo di immatricolazione, messa in strada e sconto risulta essere tra gli 8500 ed i 9000 euro, Iva compresa, in caso di finanziamento con la casa.
Unica nota che stona un pochino, non solo nel gruppo ruota (molto d’effetto grazie ai cerchi in lega ed agli pneumatici Pirelli Angel Scooter di serie) ma anche sul manubrio sono i componenti del sistema frenante che non sono marchiati Brembo, bensì Bybre, il brand della casa bergamasca.

I componenti di Bybre montati sul BMW C400GT
I componenti di Bybre montati sul BMW C400GT

Il posizionamento è corretto, nel senso che si tratta di un 400 di cilindrata decisamente meno prestigioso delle altre moto bavaresi, tutte allestire Brembo. È vero che la destinazione che Brembo dà ai componenti Bybre è esattamente questa, ma è vero anche che un cliente che acquista quasi 20 milioni di lire di scooter si aspetta di trovare il logo Brembo associato a quello BMW.
Nulla da segnalare riguardo a motore e trasmissione oltre a quello che già è stato detto sul C400X e quanto descritto dalla scheda tecnica: il motore è pronto, i 34 cv si sentono tutti. La trasmissione è morbida e messa a punto ottimamente, facendo risultare tutto l’insieme piacevole e fruibile.
Il C400GT si rivela l’ammiraglia degli scooter di questa fascia, a dimostrazione che BMW non deve prendere lezioni da nessuno nemmeno quando abbandona il terreno delle maxi enduro, e delle moto in generale.

Scheda tecnica del BMW C400GT:

Motore: monocilindrico; cilindrata 350 cmc; quattro valvole; raffreddamento a liquido; potenza 34 Cv a 7.500 giri/min; coppia massima 35 Nm a 6.000 giri/min. Frizione  centrifuga a carter secco; cambio con variatore Cvt. Telaio in acciaio. Dimensioni: lunghezza 2.210 mm, interasse 1.565 mm, avancorsa 81 mm, peso in ordine di marcia 212 kg. Sospensioni: anteriore forcella telescopica 35 mm; posteriore braccio oscillante in alluminio con doppio ammortizzatore con precarico molla regolabile. Freni: anteriori doppio disco da 265 mm, pinza a quattro pistoncini; posteriore disco singolo da 265 mm, un pistoncino flottante. Serbatoio 12,8 litri. Consumi, ciclo Wmtc 3,5 litri/100 km. Emissioni CO2 81 g/km. Velocità massima 139 km/h.

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