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Arai vs X-Lite, due filosofie per la ricerca del casco perfetto

Quando si acquista un casco, ci si sofferma sul prezzo, sul design; ci si “fida” dell’etichetta cucita sul cinturino, che certifica il superamento dei requisiti di omologazione e del marchio scelto per fama o preferenze personali. Ma non si ha realmente modo di verificarne la sicurezza in caso di impatto. In apparenza dunque un casco vale l’altro. Le differenze invece esistono. Tra i tantissimi caschi presenti sul mercato, si trovano anche modelli che un sospetto sulla loro sicurezza lo fanno venire; pensiamo a quelli troppo economici… ma questo è un altro discorso.

Parlare di sicurezza del casco è molto complesso e in questa nostra parentesi tecnica vogliamo fare chiarezza, sulla scorta delle esperienze nel confronto Arai vs X-Lite durante il Motoestate 2018, che ha generato un vivace dibattito, protagonisti le case coinvolte e molti addetti ai lavori e appassionati.

Per stilare la classifica dei caschi più sicuri, nel 2007 è nato l’ente Sharp; che determina una procedura di test di valutazione associando alle proprie analisi tecniche, il meglio delle diverse omologazioni mondiali. I test permettono di assegnare un voto al casco, da una a cinque stelle. Il sito Sharp analizza, oltre alla sicurezza, altri aspetti, come ad esempio il comfort della calzata.
Dobbiamo però sottolineare che l’ente inglese (SHARP) è indipendente e non si è coordina pertanto con le industrie del settore, i produttori, né tantomeno con i Ministeri dei trasporti degli altri Paesi europei; per i quali vale, l’omologazione ECE 22-05; la normativa che, oltre ai requisiti omologativi dei test, ne controlla la produzione. I fabbricanti di caschi progettano e producono secondo i requisiti richiesti dalla ECE 22-05, se però un dato modello viene testato secondo altri criteri – come nel caso dei test SHARP – sarà possibile ottenere risultati discordanti rispetto a quelli misurati con la normativa europea.

Alcuni caschi Arai valutati dall’ente britannico Sharp

Nel Caso dei caschi protagonisti della nostra sfida (ARAI vs X-Lite) la “scuola americana” (in cui rientrano i produttori giapponesi) privilegia calotte rigide con strati di polistirene morbidi; mentre l’ Europa prevede caschi con calotte più morbide e strati interni di polistirene più rigidi o a densità differenziate; esattamente il contrario. Allo stesso tempo, in America si pone l’attenzione sul del doppio impatto: un casco deve poter mantenere le sue qualità protettive anche in caso di un secondo impatto sullo stesso punto; e sul test di penetrazione, che in Europa, sono aspetti che vengono ritenuti di secondaria importanza.

Entrambe le scuole di pensiero, trovano ragioni plausibili per coloro che le adottano. Resta impossibile dunque, dare più importanza ad una piuttosto che all’altra casa produttrice, in termini di sicurezza reale. Si dovrebbe poter disporre di dati con dettagli difficilmente disponibili.
La velocità di 7,5m/s prevista dall’omologazione ECE (e le altre non si distaccano di molto) corrisponde ad un impatto al suolo a circa 28km/h. E’ facile pensare che esistano caschi in grado di proteggere da incidenti che avvengono a velocità nettamente superiori rispetto a quella prevista dal test; ma è altrettanto vero che l’omologazione europea non prevede test più persuasivi.
Proviamo ad analizzare i tre test applicati ai caschi presenti sul mercato, ossia l’omologazione ECE 22-05 e i due test SHARP e SNELL. Bisogna tener presente che i caschi che vengono venduti negli Stati Uniti hanno di fatto caratteristiche diverse da quelli in vendita in Europa: è il motivo per cui ad oggi, solo Arai è in grado di vantare una doppia omologazione vendendo lo stesso identico casco su entrambi i mercati; il gruppo Nolan invece, produce lo stesso modello di casco con caratteristiche differenti in base alle omologazioni richieste dalle Nazioni.
Tanto per citare un esempio pertinente – e che riguarda da vicino aspetti importanti del nostro long test – i pesi dichiarati dai costruttori per lo stesso modello di casco venduto in Europa (e quindi omologato ECE 22-05) e negli USA (dunque approvato DOT e in alcuni casi SNELL) evincono differenze fra i due nell’ordine delle centinaia di grammi (a parità di taglia della calotta). Il peso è spesso un elemento che il pubblico tiene in considerazione molto più di ogni altra caratteristica. Per quanto riguarda il mio utilizzo nelle competizioni, invece, analizzo questo aspetto – il peso – in termini di comfort e affaticamento; il peso inteso come bilanciamento della massa, per richiedere ai muscoli del collo la minor fatica possibile.

Dato che il nostro è un long test basato sulle sensazioni del pilota che utilizza i caschi, scarno (volutamente) di dati, schede tecniche e test di laboratorio, in seguito a considerazioni personali sul peso dei caschi, piuttosto che sulle forme e sul design, Arai ha ritenuto doveroso esprimere la propria opinione tramite un comunicato diretto a Motospia.it.

Francesco Bombarda Resp. Marketing e P.R. BER Racing Europe S.r.l. scrive: “desidero esplicitare come alcune caratteristiche da voi etichettate come “negative” abbiano in realtà una correlazione cruciale con la Performance del casco in caso di caduta/impatto .


Ci riferiamo al più volte ripreso “svantaggio di maggior peso di Arai”, quando (in questo caso) è invece la dimostrazione di un Plus fondamentale nella costruzione dei nostri caschi:
il livello di protezione che sono in grado di offrire.
Cosa accadrebbe in caso di doppio impatto sullo stesso punto?
Ci risulta che Arai ad oggi sia l’unico produttore di caschi al mondo ad assicurare lo Standard di sicurezza SNELL anche nei caschi destinati al mercato Europeo (nonostante questo non sia necessario a fini della commercializzazione).
Altri produttori, in altri mercati, dove il consumatore orientato a questa fascia di caschi esige che sia certificato anche SNELL (in aggiunta all’omologazione di legge) lo stesso modello “superleggero” venduto in Europa (soggetto soltanto all’Omologazione ECE-2205), diventa sensibilmente più pesante (molto più di Arai) negli USA tanto che Arai ad oggi detiene il record di casco integrale certificato SNELL più leggero al mondo con il suo RX-7RC.
Questi dati sono facilmente verificabili sul sito ufficiale di SNELL Memorial Foundation.(https://www.smf.org/)
Dissentiamo inoltre sull’ulteriore superficiale analisi al riguardo del design di Arai “il design … sembra risentire del peso degli anni. …particolari che appaiono sottotono e poco si addicono ad un casco di così alta gamma; la sensazione è che Arai si sia “seduta” grazie alla consolidata esperienza e alle ormai note qualità costruttive….
Quale altro marchio al mondo può affermare questo?
Per quanto invece riguarda la forma della calotta, Arai ha sempre spiegato e continua a spiegare che la forma perfetta in termini di compromesso tra resistenza aerodinamica e rigidità, è quella “ad uovo” (o comunque la più tondeggiante possibile).
Non è un caso che la natura stessa abbia scelto questo “design” per proteggere la vita (le uova appunto), in quanto si presta perfettamente a dissipare l’energia di eventuali impatti od a scivolare su eventuali ostacoli.
Le calotte Arai (così come gli slider protettivi sulla tua tuta o sui tuoi guanti) sono da sempre le più lisce e rotonde possibili per evitare pericolosi impuntamenti o rotazioni che potrebbero già di per se creare un danno (a prescindere dagli impatti che successivamente potrebbero occorrere).
 
Nolan Group su nostra richiesta, risponde con il seguente comunicato in merito alle omologazioni e ai test superati:
“Il modello X-803 Ultra Carbon, la versione ad alto contenuto di carbonio del nuovo integrale racing di X-lite, ha superato, oltre al regolamento E22-05, anche gli standard  JIS/SG Giappone, DOT Stati Uniti, SISIR Singapore e NBR Brasile, nelle diverse configurazioni.
Ricordiamo che ogni standard è frutto di studi ed esperienze specifiche del paese (o dei paesi) di riferimento, pertanto, standard diversi, seppur uniti dalla medesima finalità di protezione, possono richiedere il rispetto di requisiti diversi e a volte in contraddizione tra loro il che rende improprio sostenere che uno standard sia più sicuro di un altro. Per questo motivo, Nolangroup affronta ogni standard con configurazioni di prodotto specifiche al fine di ottenere i risultati migliori per ciascuno di questi, non risultati di compromesso.


Inoltre, X-803 Ultra Carbon, al pari di tutti gli altri prodotti Nolangroup è stato interamente concepito e progettato, ed è quotidianamente prodotto e verificato, all’interno dello stabilimento di Nolangroup a Brembate di Sopra (Bergamo). Ricordiamo che Nolangroup è non solo il maggior produttore di caschi in Europa ma anche la sola azienda del settore a produrre tutti i suoi caschi in Italia con un processo produttivo completamente integrato, dal ricevimento delle materie prime all’assemblaggio finale del prodotto. Quest’ultimo è un elemento chiave al fine di garantire standard qualitativi e di sicurezza elevati e costanti. Più in particolare, Nolangroup è dotata di due laboratori interni che giocano un ruolo essenziale sia nella fase di sviluppo del prodotto sia nella quotidianità della produzione.
Un primo laboratorio, riconosciuto idoneo dal Ministero dei Trasporti Italiano, verifica il soddisfacimento e il superamento, conformemente agli standard interni, dei requisiti richiesti dalle normative vigenti, sia nazionali sia internazionali. Per adempiere la normativa ECE/ONU 22-05, sul casco vengono effettuati test d’assorbimento urti, test sui sistemi di ritenzione e test di scalzamento, mentre sulla visiera vengono effettuate prove ottiche e di resistenza. Attrezzature/macchinari specifici consentono, inoltre, di eseguire le prove richieste da altre normative internazionali. Successivamente i caschi e le visiere vengono consegnati a laboratori esterni di terza parte indipendenti, per ottenere le relative omologazioni e qualificazioni, quindi consentire l’avvio della produzione di serie.
Un secondo laboratorio effettua prove funzionali supplementari, non richieste dalle normative, sul prodotto finito e sulle varie componenti, sia in fase di sviluppo sia nella quotidianità della produzione, attraverso prelievi a campione. Tali protocolli di prova rappresentano uno dei frutti più significativi di 46 anni di esperienza.
A riprova di quanto sopra, Nolangroup sottolinea con orgoglio che tutti i suoi prodotti, siano essi a marchio Nolan, X-lite o Grex, testati da SHARP, l’autorevole protocollo di test indipendente del governo britannico, hanno ottenuto un punteggio di 4 o più stelle e che tutti i caschi di tipologia “apribile” hanno ottenuto il punteggio massimo in termini di affidabilità di chiusura della mentoniera (latch reliability). Ciò significa che, per ciascuno dei prodotti testati da SHARP, durante i 30 impatti previsti (su 6 caschi di taglie distinte, a diverse velocità e su battenti differenti), la mentoniera è rimasta completamente chiusa. Nolangroup è l’unico costruttore a poter vantare una simile costanza di risultato”.

Non cerchiamo chi ha ragione, uno o l’altro produttore, troppe le variabili, le opinioni che potrebbero inficiare una piuttosto che l’altra teoria. Di fatto entrambe le aziende sono impegnate per offrire il massimo della protezione ai propri clienti; ciò non toglie e noi di Motospia.it non ci stancheremo mai di ripeterlo, che il nostro long test ha lo scopo di analizzare il casco con aspetti più pratici e dettati dal concreto utilizzo, dove certi aspetti (come la sicurezza in caso di impatto) vengono messi in disparte; non per superficialità, ma per pertinenza della situazione. Chi legge deve poter scegliere un casco piuttosto che l’altro in base alle sensazioni derivanti dall’uso; questo perché anche noi di Motospia.it diamo per scontato che entrambi offrano protezione in caso di impatto; e che entrambi i caschi rispettino le omologazioni dei test, a prescindere dai criteri e dalle preferenze dei costruttori.

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