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Aprilia, fammi tornare a guidare una moto italiana!

Aprilia Caponord Rally apre

Il sogno dei macinatori di chilometri è una bicilindrica tuttoterreno, robusta, parca nei consumi e con poche pretese agonistiche. Aprilia saprà accontentarci?

Ho posseduto una Aprilia Capo Nord 1000, anzi ne ho avute tre, in sequenza dal 2001 al 2004 … oltre 180.000 km di pure soddisfazioni. Certo, nessun mezzo è perfetto, anche perché il costruttore non la fa su misura solo per te ma per quella che spera essere la più ampia fascia di mercato possibile. La mille di Noale è stata una moto di grandi soddisfazioni: consumi contenuti, grande comodità, e affidabilità assoluta.
Aprila on the road 3

Con queste premesse non potete immaginare con quanto entusiasmo ho letto le prime news dell’imminente remake di una Capo Nord, 1200cc e con un motore Piaggio Aprilia. La prima delusione … esce con ruote e l’attitudine al 100% stradale; il 17 sul davanti sarà anche ottimo su strada ma non fa per me, voglio andare ovunque con la mia moto non ne voglio una seconda per l’off. Esteticamente non mi faceva impazzire anche se la cartella stampa parlava di tecnologia di altissimo livello … ho deciso di aspettare, poi a metà carriera presentano la versione Rally … è una off road solo nel nome, con ruota da 19 davanti, posteriore più stretto (170 contro 18) e quel minimo di attitudine a moto da turismo totale.

Aprila on the road 1

In sella alla Rally

Finalmente riesco a prenderla e guidarla sul serio … trovo una grande moto nel complesso, con alcune debolezze tipiche delle cose fatte in fretta e furia come il cruscotto non all’altezza della situazione, il cruise control che è molto comodo averlo ma il funzionamento tutto con un dito non è pratica come quella usata da tutti gli altri concorrenti ( on off e un + e un – per regolare o richiamare).
Le sospensioni meritano un approfondimento: hanno una scorrevolezza incredibile e nonostante la poca escursione assorbono quasi ogni imperfezione del fondo, e hanno il precarico del mono che può funzionare in automatico adeguandosi in base al carico che porti, ma non si possono personalizzare come quelle della concorrenza (idraulica più libera o più frenata, a seconda se vuoi più confort o più precisione), ma, per una vera tuttofare, hanno un’escursione troppo limitata.
Buoni i consumi, con il mio stile scorrevole percorrevo tra 16 e 17 Km con un litro per una discreta autonomia con 24 litri di benzina; avrei comunque preferito un serbatoio da 30 litri. Buone le borse di serie, pratiche e strette e, per un turista di lungo corso come me, non resta che comprare un’ altra coppia di trakker da 46 litri per avere il set per i lunghi viaggi.

Aprilia Caponord Rally
È “evidente e dispettoso” rispetto alle migliori concorrenti il peso da fermo, mentre in movimento l’ottimo equilibrio della ciclistica rende la guida piacevole e gustosa, condita dalla colonna sonora di un motore davvero in forma: bella coppia, ottimi medi e allungo del tutto inutile ma ben incisivo ( inutile come l’allungo di qualsiasi moto che supera i 100cv ).

Per finire, per me che sono alto 193 cm, la sella è fin troppo bassa e le gambe fin troppo rannicchiate. Dopo 4 mesi e 15.000 percorsi mi arriva la doccia fredda: il progetto viene abbandonato e la moto non avrà una versione euro 4, scoraggiato la vendo subito.

Aprilia poteva fare di più in comunicazione (il video promozionale si sintetizza nei commenti ricorrenti…this video tell me absolutely nothing…), poteva osare di più considerando il suo retaggio off road facendo di questa versione Rally la stradale e con un 21\18 potevano fare una moto da rally touring con cruise control, sospensioni elettroniche e motore 1200. La moto che sul mercato non c’è e che mi sono fatto in casa prendendo una Ktm Superadventure 1290 e mettendoci i cerchi 21\18 che sono omologati a libretto.

Potevano ricavarsi uno spazio, usando come base una moto decisamente valida con un motore molto affidabile, ma sono incorsi in un errore già commesso dal Gruppo: hanno cercato di insidiare il segmento al quale puntano guardando alla leader della classifica. La “regina” non si scalfisce partendo da zero, con zero immagine o poco più, e con una rete vendita e assistenza molto debole. Avrebbero potuto fare numeri interessanti lavorando solo sulle nicchie come una maxi “più fuoristrada” oppure, cosa che auspico per la nuova Stelvio 1000\1200 turistica, che non si inseguano le prestazioni ma che si metta nelle condizione di fare un tagliando ogni 20.000, che consumi meno delle concorrenti e tutti quei valori che divulgo dalle pagine di www.motospia.it , perché non tutti siamo Valentino Rossi.

Aprilia Caponord Rally apre

Perché sulla Capo Nord non hanno montato un 900?

Mi ha fatto piacere vedere ad Eicma l’evoluzione del loro motore da 900cc, pronto Euro 4 e presentato sulla Shiver. Con un investimento quasi nullo la Capo Nord in versione rally stava iniziando a piacere, perché allora non ne è stata fatta una versione 900? Sarebbero stati gli unici a proporre con questa cilindrata una versione più orientata all’off road. Vorrei la soddisfazione di ricevere una risposta da Piaggio.

Sui forum dedicati, la Capo Nord, pur con le sue piccole magagne ne esce molto bene, soddisfa molto i proprietari, ma nessuno riesce a capire perché Piaggio abbia abbandonato questa moto a se stessa, investendo invece molto nella Dorsoduro che commercialmente parlando nasce in un segmento morto e senza futuro. Una Tuareg 750/900 avrebbe senso? Il segmento è molto vivace anche grazie al grande lavoro del marketing Honda: per avere successo ci vorrebbe solo la moto giusta al giusto prezzo.

Volo con la fantasia e sogno una Tuareg 900 Rally con ruote da 21\18, peso 199kg, compresi tutti i liquidi esclusa la benzina, un imponente serbatoio che dia più autonomia al veicolo e i consumi che devono essere molto bassi, diciamo 20 Km con un litro, per cui i 22\23 litri di serbatoio dovrebbero bastare, al contrario delle recenti Aprilia sempre molto assetate. Quanti cavalli? 70\80cv belli rotondi, disponibili con una bella coppia burrosa e zero strappi sono quel che serve, poi magari gli dai un 2000 giri di allungo senza incrementi giusto per i fissati della marcia al limitatore. Il cruise control non può mancare.

Capitolo valige

Le valige devono essere capienti e ben fatte quindi se non c’è l’interesse ad investire in ricerca, coinvolgerei un produttore, per esempio la Mytech, che fa ottimi prodotti made in Italy ed è in grado di fare anche il giusto supporto per due belle valige after market robuste, aderenti e capienti. Personalmente su una moto adv preferisco quelle con i telai a vista perché nell’uso senza valige proteggono il retrotreno\scarico, ci si può agganciare dal lato senza scarico un tool case un portaoggetti (lo spazio non basta mai) e poi vedrei bene dei vani, uno o due sulla carenatura, un bel paracoppa robusto magari con un pozzetto per leve gomme, una camera e un kit pronto soccorso, insomma lo spazio non basta mai eppure nessuno riempie le moto “tecniche” di vani portaoggetti mentre in una qualsiasi auto, dove secondo me servono di meno, esistono almeno 26 vani portatutto sparsi per l’abitacolo (i vani servono sulle auto, ma ancor di più sulle moto) e infine, una borsa da serbatoio adeguata, purtroppo con tutte le Aprilia e le Guzzi che ho avuto, è stato sempre l’accessorio più trascurato.

La borsa da serbatoio, al pari degli altri accessori, deve essere studiata insieme alla moto, e per questo senza inventare nulla, basterebbe imitare gli altri produttori europei.

Ma quello che motociclisti macinatori di chilometri come il sottoscritto sarebbero disposti a comprare domattina è una bicilindrica tuttoterreno, robusta e adatta a essere strapazzata su ogni genere di percorso, necessaria di poca manutenzione, parca nei consumi e con poche pretese agonistiche.

Probabilmente chiedo troppo, ma se servisse all’Aprilia sono a disposizione e sarei onorato di aiutarli in questa impresa, perché Aprilia deve tornare a scrivere la storia invece che inseguire (sempre in ritardo) il mercato.

Vi prego fatemi tornare a guidare una moto italiana!

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