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ALESSIA SALMASO UNSTOPPABLE!

Alessia Salmaso, moglie, mamma, professionista e team manager EWC, ci racconta come si possa coniugare amore, passione e lavoro. Una storia “a tutto gas” come le moto del team che dirige.

I ritmi delle nostre vite sono molto spesso scanditi da sveglia, colazione, lavoro, casa e il giorno dopo si ripete tutto da capo. Per molti la routine è questa, forse noiosa, senz’altro al sicuro da sorprese. Per Alessia Salmaso invece esiste solo la sveglia al mattino e la stanchezza che la porta a sera, per lei ogni giorno è un’opportunità, una possibilità nascosta da sfruttare “come se fosse l’ultima”.

Alessia, quando è nata la passione per le due ruote?

In famiglia è sempre stata una passione, ma l’attività diretta, per quanto mi riguarda, è arrivata tardi. Prima c’è sempre stato il cavallo con l’equitazione e le discipline sportive legate a quel mondo. Poi, il tempo passa ed il mio campione è invecchiato. Lui è andato “al prato”, libero, ed io a 30 anni ho seguito il corso con i ragazzini e ho preso la patente A.

Alessia amazzone esperta con un passato nelle competizioni ippiche.
Alessia con la GSX-R

Quale è stata la tua prima moto? e quella che ti è rimasta più nel cuore? 

La mia prima moto è stata una Kawasaki ER6N, un trattorino facile che mi riempiva di orgoglio. Con tutti i suoi limiti è la moto che mi ha dato fiducia e mi ha insegnato davvero tanto. La moto che invece mi ha cambiato ogni prospettiva è stata la Suzuki GSX-R 1000: mi ha ridato l’adrenalina e le sensazioni che provavo nelle competizioni a cavallo. Non ho mai corso in moto da pilota ma… Mai Dire Mai.

Non sei solo motociclista, ma anche team manager dello Special Team Ducati: come è nata questa avventura?

Il colpevole è Jacopo Zizza. Tutta colpa sua. Ci siamo conosciuti in pista, innamorati, sposati e abbiamo una bambina. Lui, pilota veterano del Mondiale Endurance, mi ha coinvolto nel suo mondo di meravigliosi folli. Ho capito che volevo fare di più ad Oschersleben nella 8h della Speedweek nell’agosto del 2013. Da accompagnatrice discreta e possibilmente un po’ muta del pilota, mi sono ritrovata a fare di tutto: dal cambio gomme alle “discussioni” con Giuria e Federazione per qualche problema. Insomma, mi piace molto sporcarmi le mani. Non riesco a fare da spettatore.

Alessia, cosa vuol dire gestire completamente un team? 

Significa lavorare 24h al giorno. Gestisco i rapporti/contratti con Sponsor, Comunicazione, Federazione e Piloti; la parte tecnica è supportata da Jacopo, esperto ed affidabile, e dallo Staff Meccanico che ci accompagna nella figura di Alessandro Ferrara. Le nostre non sono mai decisioni prese singolarmente ed hanno un ruolo fondamentale anche i nostri Sponsor, che ricoprono un ruolo attivo e vengono coinvolti nelle scelte del Team. Siamo un bel gruppo, prendiamo le decisioni utili al Team, per crescere. Il mio compito è rilevare quando qualcosa non va e chiedere di aggiustarlo ed infine prendere decisioni, anche antipatiche se necessarie. Si procede sempre a testa bassa con la dovuta prudenza, umiltà e modestia.

Quali sono le difficoltà più grandi che incontri durante il tuo lavoro? 

Le difficoltà non sono altro che opportunità mascherate, bisogna coglierle e voltarle a proprio favore. Poi, ci sono stati e ci saranno momenti di difficoltà, ma mai scoraggiarsi. Più grande è la sfida, più grande è la fatica da profondere e più grande sarà l’esperienza che ci attende. La nostra ispirazione è Daniele Barbero: primo pilota disabile ad affrontare con successo una competizione mondiale motociclistica non dedicata, ed ha corso con noi la vittoriosa 24H di LeMans ad Aprile 2017. Se non è un esempio “Never give up” questo… vi sfidiamo a trovarlo.

Il fatto di essere donna in un universo, quello del motociclismo, prevalentemente maschile, ti ha condizionato? Ti hanno mai preso “sottogamba”?

Da motociclista sì, altrochè. Ho avuto la fortuna di incontrare Jacopo che mi ha aiutata a migliorare e prendere sicurezza. Ma non sarò mai una pilotessa di primo livello, ma non mi sono mai sentita diversa dai maschi. Tuttavia, in strada e senza motivi scatenanti, sono stata discriminata ed insultata solo perché donna. Questo lo imputo alla ignoranza che regna nel mondo, non solo motociclistico. Come Team Manager, assolutamente no. Ho trovato sia negli Sponsor, nella Federazione che nei Partner grande professionalità e voglia di confronto. Credo che non importi il genere, leviamoci dalla testa che esistano ambiti maschili o femminili a prescindere. Siamo diversi e complementari.

Tanti sacrifici, ma anche tante soddisfazioni, come la vittoria a Le Mans…

Due anni prima la finimmo con il Team 44NoLimits e mi era sembrato stoico. Poi ci siamo avvicinati a Ducati. Il perché va ricercato nella voglia di mettersi in gioco sempre: la moto più difficile per queste competizioni con una squadra etica. Il messaggio era più importante di tutto. La gara vedeva in squadra Daniele Barbero, di cui sopra. Un’ispirazione per tutti noi. Poi un infortunio ci ha privati di un altro pilota in Squadra. Abbiamo cercato un sostituto e ho pensato a Margaux Wanham. Una guerriera. Tostissima, attenta, fiduciosa, rispettosa.
E poi, la Panigale 1299 che ci ha regalato la vittoria in Supertwin. 24h senza dare mai un problema. Ducati non è solo bellissima, veloce e potente, affidabile e confidente. I problemi nella settimana di LeMans non li conto fra incidenti e qualche incomprensione in Box. Ma sono un ingrediente quasi inevitabile, non l’imprevisto. Ero felice per i piloti ed i meccanici, gli eroi sono loro insieme alla moto, ovviamente.

Il Team vittorioso a Le Mans con i trofei conquistati

Il rovescio della medaglia: Bol d’Or, un ritiro amaro…

I ritiri sono sempre amari, deludenti, fatichi a digerirli. Eravamo primi di categoria, con ampissimi margini per scalare la classifica generale. Brucia ancora, ma fa parte delle competizioni. L’esperienza è stata comunque profonda e indimenticabile. Non smetterò mai di ringraziare i piloti (Mika Giron, Gregory Monaya e Lionel Ancelin , oltre a Jacopo) e lo Staff tecnico di Motociclignoranti per la genuina amicizia che ne è scaturita. Ne è riprova la conferma dei tanti sponsor tecnici che ci accompagnano in questa avventura con dedizione ed affetto. In primis Ducati tramite Ducati Varese, ma non ci vogliamo scordare di nessuno dei nostri partner Syneco, Sc Project, Beta, Novaradial, Rapid Bike, Sprint filter, Effeciemme, Tuttomoto, Pirelli Moto e Chiaravalli Motorcycle Division.

Dopo un anno da team manager, tirando le somme, cosa pensi di aver fatto bene e cosa secondo te dovresti rivedere?

Tutto può essere fatto meglio. Tutto va rivisto, ponderato e migliorato. Sempre. Non si è mai arrivati, la crescita è un dovere, verso sé stessi in primis. Mi manca l’esperienza necessaria per dire cosa ho fatto bene e, per mia natura, tendo a concentrarmi principalmente sugli errori per rimediare. Essere severi verso sé stessi è la più alta forma di rispetto per il lavoro altrui. Ed io ritengo il lavoro un valore irrinunciabile. Quindi, direi che è tutto in revisione per obiettivo di sviluppo e crescita.

Non solo team manager, ma anche libera professionista, mamma e moglie. Alessia come fai a star dietro a tutto?

Mi piace. Perché il mio lavoro da Project Manager è prima di tutto una grande passione per questa materia. Sono curiosa, mi piace andare oltre l’aspetto della vendita. Mi piace capire i meccanismi, le necessità, la nostra complessità nello scegliere cosa e perché, il design e l’immagine che vanno coniugati al bisogno. Con lo stesso approccio, sono diventata moglie prima e mamma poi. Con queste premesse, come posso lamentarmi di tutte queste opportunità che riempiono la vita?

Fuori dai circuiti, cosa ti piace fare?

Mi è rimasta la passione per cavalli e salto ostacoli e per lo più stare con la mia famiglia e viaggiare insieme e le mie amicizie da coltivare. Col tempo scopri su chi puoi contare e gli amici che ci sono nel bene e nel male diventano una risorsa preziosissima. Oltre a questo direi che ci vorrebbero giornate da 36 ore per fare dell’altro.

Quanto ti manca guidare la moto in strada o tra i cordoli?

Da morire. Da un anno non sto in sella su 2 ruote, ma l’astinenza sta per finire.

2018: ci vuoi anticipare qualcosa sulle attività del Team e i tuoi “buoni propositi” per l’anno appena cominciato?

Parteciperemo al proseguo del Campionato Mondiale Endurance EWC sempre come ZRacing Special Team Ducati. Parteciperemo con un rinnovato parco moto, puntando alla categoria Superstock con le 1199R Panigale. Saluteremo le 1299 Panigale che tanto ci hanno dato ma sono purtroppo fuori Regolamento dal 2018. Ci sarà qualche novità sia nella squadra che nel nostro pacchetto Partnership. Intanto ci prepariamo per la 24H di LeMans dove siamo chiamati a ripeterci; in fondo, siamo campioni di categoria uscenti. Per me, rimettermi in sella e passare del tempo di qualità con la mia famiglia.

Il team più importante di Alessia, la famiglia

Alessa, una donna di ferro, inarrestabile e vigorosa, quanto i Nm che le Ducati che porta in pista assieme allo Special Team. Jacopo è sicuramente un uomo fortunato, ha trovato una donna in gamba e insieme portano avanti con determinazione un progetto davvero importante, tutto tricolore.

Brava Alessia, non fermarti mai! 

 

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