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360 Ruote, la riscossa delle piccole cilindrate d’epoca secondo Bolaffi. Bolaffi prosegue con il rafforzamento della propria posizione nel mondo dei motori con un’asta dedicata tutta alle due ruote, forte di una compilation di moto, scooter e altre chicche per le quali la battaglia si preannuncia indiavolata.

Quando a ottobre dello scorso anno, durante un’asta di auto d’epoca a Lainate, il Chief Operating Officer di Aste Bolaffi Tommaso Marchiaro ce lo aveva raccontato in anteprima, lì per lì non gli avevamo creduto. “Se vi piacciono i motorini, stiamo preparando una cosa per voi. Vi dico solo che pensiamo di chiamarla 360 Ruote”.

Quel nome, buttato lì, adesso campeggia in bella vista sulla copertina del catalogo della vendita che andrà in scena il 27 aprile 2021 a Torino e, in contemporanea, sul sito internet della casa d’aste. 180 tra moto, ciclomotori, biciclette motorizzate e sidecar, a volte di marchi noti e ancora sulla breccia, in altri casi invece già consegnati al passato e all’oblio.

Una bella selezione, che siamo andati a sbirciare lo scorso weekend. Sono bastati pochi minuti per farci innamorare di quasi tutti i mezzi pronti per il martello del banditore, complice anche una preparazione perfetta da parte della casa d’aste senza però intaccare quella patina di storia che solo i mezzi “conservati” (e non freschi di restauro) hanno.

Chi non ha mai partecipato ad un’asta potrebbe essere un po’ timido, ma siamo sicuri che a voi Motospioni basteranno questi tre motivi per farci un pensierino e provare a piazzare almeno un’offerta.

Ad ognuno il suo. In vendita troverete un’affascinante carrellata dei mezzi a due ruote, dagli albori del ventesimo secolo fino agli anni Settanta con qualche sconfinamento anche nel decennio successivo. Tra i lotti, c’è proprio di tutto: biciclette a motore, motorini, scooter e moto in larga parte di piccola cilindrata, con qualche eccezione. Una selezione ampia e diversificata, proveniente quasi interamente dalla stessa collezione, capace di solleticare motociclisti praticanti e collezionisti di moto d’epoca: due categorie che, a giudicare dai dati di mercato, dalla pandemia escono – contro ogni aspettativa – rafforzate.

Due le parole d’ordine di quest’asta: originalità e varietà. Anche al collezionista più esperto capiterà certamente di incappare in qualcosa di totalmente sconosciuto, che si tratti di marchi nostrani (alzi la mano chi ha mai sentito parlare della Ariz Ariz o della emilianissima Ze.Pa) o di impronunciabili costruttori di oltre-cortina (“Ti vengo a prendere con la mia Industriewerke Ludwigsfelde Pitty”, e il romanticismo scompare).

Variopinto poi l’insieme di biciclette motorizzate e micromotori, tra cui un Mosquito 38 cc. e le successive evoluzioni, una bicicletta Bianchi con motore Dardo, un Velosolex francese e altre curiose bici motorizzate tedesche e svizzere, come HW MAW e Zanetti.

Un punto di forza di quest’asta? L’equilibrio tra pezzi pregiati e blasonati e quelli a buon mercato ma particolari e sfiziosi; ci sono oggetti simpatici e dal design accattivante che potrebbero arrivare a casa vostra al prezzo di una cena fuori (che poi, dovendo tornare a casa alle 10 per il coprifuoco, cosa uscite a fare…).

Insomma, quelli di Bolaffi hanno fatto in modo di non lasciarvi nemmeno una scusa per non provare.

Lo sdoganamento degli scooter. Nel mondo del collezionismo, fino a poco tempo fa dire scooter non significava altro che Vespa o Lambretta, l’eterna rivalità alla Beatles vs Rolling Stones. Il catalogo di 360 Ruote offre invece tanto di più, dal Rumi Formichino del 1954 (2.000-4.000 euro secondo Bolaffi) al ricercatissimo Piatti del 1952 (che dovrebbe chiudere sui 7.000-9.000 euro), oltre a ben tre scooter di MV Agusta, figli dell’epoca in cui la casa di Schiranna oltre a vincere i mondiali di velocità puntava a conquistare anche la mobilità quotidiana. Se invece siete amanti delle due icone di Pontedera e Lambrate, troverete poche cose ma decisamente sfiziose. Vince sicuramente il premio della critica la Lambretta D del 1951 da postino francese, con tanto di carrellino appendice (1.500-3.000 euro), mentre se volete fare gli alternativi potreste cercare di accaparrarvi la versione tedesca su licenza della NSU (prodotta in quello che oggi è il principale stabilimento di Audi, preparatevi però a sborsare 2.000-3.000 euro). Nessuna Vespa, nonostante l’anniversario dei 75 anni sarebbe un’ottima scusa per strappare qualche offerta “d’impulso”: tuttavia Bolaffi le ha indirettamente reso omaggio inserendo nel catalogo qualche “clone” straniero dell’epoca, tra cui una curiosissima copia sovietica della 150cc che spera di scucire a qualche nostalgico filobolscevico tra i 3.000 e i 4.000 euro (vodka esclusa).

Bolaffi
Scooter ovunque, per tutte le tasche e di tutte le marche. Una prova pratica di quanto il design di Vespa e Lambretta abbia influenzato la mobilità del dopoguerra, non solo a casa nostra.

Non solo motorini. Cresce la cilindrata… e il prezzo! Se motorini e scooter – almeno per una volta – la fanno da padroni, è tra le motociclette che si possono trovare i carichi pesanti dell’asta, pur essendo sempre le piccole cilindrate il filo conduttore del catalogo. Tra i gioielli in vendita a Torino anche una Gilera Otto Bulloni (10.000-15.000 euro), una rara Aermacchi 250 bicilindrica del 1952 (2.500-4.000 euro, quotazione decisamente ragionevole per una moto prodotta in soli 150 esemplari), una Moto Guzzi GTW Bitubo del 1938 (anche se a noi piacciono di più le altre Guzzi a catalogo, come la Motoleggera 65) e una rarissima Ner-a-Car, una nonnetta del 1924 che dovrebbe cambiare padrone per una cifra compresa tra i 15.000 e i 20.000 euro.

Bolaffi
Non solo motorini. Tante le moto in vendita, con l’Italia in pole position: Guzzi, MV Agusta, Gilera, Benelli, Sertum etc.

Fuoco alle polveri, alle ore 16. Ci sarà battaglia? Potete giurarci, i posti in sala sono sold-out da qualche giorno e anche tra i collegati via internet ci si aspetta il pienone. È l’occasione giusta per completare una collezione con un pezzo pregiato, o magari avviarsi al collezionismo partendo da un motorino stiloso ma a buon mercato oppure comprarsi la bici motorizzata da lasciare alla casa al mare.

Qualcuno parlerebbe di democratizzazione dell’elitario mondo delle aste, ma noi abbiamo un’altra opinione. Uno dei meriti di quest’asta – e del lavoro che da mesi Bolaffi fa nel mondo dei motori, a due e quattro ruote – è quello di selezionare oggetti bellissimi e molto particolari per un pubblico certo in crescita, ma geneticamente predisposto a prescindere dalla capacità di spesa. Una Motograziella Carnielli non è per tutti, ma grazie all’opera di ricerca della casa d’aste torinese adesso è sul radar di qualche neo-appassionato che potrebbe accaparrarsela per poco più di 100 euro.

Missione compiuta quindi, non vi resta che collegarvi alle 16.00 sul sito di Aste Bolaffi 

Bolaffi
Una Indian Scout 750 del 1950, la fuoriquota di questa 360 Ruote

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